{"id":82,"date":"2015-11-06T19:44:55","date_gmt":"2015-11-06T18:44:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ambulatoriodellarte.eu\/?p=82"},"modified":"2021-12-09T11:14:29","modified_gmt":"2021-12-09T10:14:29","slug":"ambulatorio-dell-arte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ambulatoriodellarte.eu\/index.php\/2015\/11\/06\/ambulatorio-dell-arte\/","title":{"rendered":"Gioco e\/e&#8217; arte"},"content":{"rendered":"<p class=\"Stile4\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.youblisher.com\/p\/1640539-Gioco-e-e-arte\/\" target=\"_blank\">Sfoglia il catalogo online<\/a><\/p>\n<p class=\"Stile4\">INTRODUZIONE:<\/p>\n<p class=\"Stile3\" align=\"justify\">Dare una definizione del \u201cgioco\u201d \u00e8 estremamente difficile, dal momento che si tratta di una realt\u00e0 eterogenea, svolta da bambini, adulti e anche da alcuni gruppi di animali. La gamma delle attivit\u00e0 che vi possono rientrare a pieno titolo \u00e8 estremamente varia: gioco competitivo o non competitivo, gioco solitario o di gruppo, gioco con regole fisse o privo di regole, gioco di azzardo o di abilit\u00e0&#8230; Oltre a tutto questo, il gioco \u00e8 analizzabile sotto diversi aspetti: psicologico, sociologico, antropologico, filosofico, economico e cos\u00ec via. Aristotele lo definisce &#8220;un&#8217;attivit\u00e0 od operazione che si esercita o si esegue solo in vista di se stessa e non per il fine cui tende o per il risultato che produce&#8230; Per tale carattere si avvicina alla felicit\u00e0 e alla virt\u00f9 perch\u00e9 anche queste si scelgono per se stesse e non sono necessarie come quelle che costituiscono il lavoro&#8221;. (Et.Nic.,X,6,1176 b 6, trad. di N. Abbagnano, Diziona- rio di Filosofia &#8211; UTET). Se gi\u00e0 \u00e8 difficile definire il \u201cgioco\u201d, ancora pi\u00f9 difficile \u00e8 porre con precisione un confine fra gioco, giocattolo, fumetto, creazione pubblicitaria e arte. I limiti si sono molto sfumati, soprattutto negli ultimi decenni, da quando per esempio Duchamp decise di esporre una ruota di bicicletta o Fontana di tagliare una tela. Durante il gioco il bambino usa un oggetto trasformandolo in una realt\u00e0 diversa con la fantasia, come avviene nel ready made di Duchamp attraverso la sensibilit\u00e0 dell&#8217;artista. O ancora, il bimbo apre, rompe il gioco per andare oltre a ci\u00f2 che pu\u00f2 percepire sulla superficie, come accade nelle opere di Fontana e Pomodoro. Disegnare e colorare sono una parte importante dell&#8217;attivit\u00e0 ludica infantile; il legame fra arte e gioco, infatti, compare precocemente nello sviluppo di una persona e pu\u00f2 essere considerato universale. Altre forme espressive volutamente ludiche ed accattivanti sembravano avere un impatto limitato ad una determinata fascia di et\u00e0 o ad una funzione (ad esempio il messaggio pubblicitario), mentre ora si riconosce un respiro decisamente pi\u00f9 ampio sia ad alcuni prodotti della pubblicit\u00e0 sia ai giocattoli o ai fumetti. Il mondo della pubblicit\u00e0 all&#8217;epoca di Carosello ha creato personaggi che hanno divertito ed emozionato intere generazioni (Carmencita e Caballero, l&#8217;ippopotamo Pippo, Calimero, Jo Condor&#8230;): difficile non considerarli opere d&#8217;arte. I fumetti, prima considerati un intrattenimento e niente pi\u00f9, ora sono fonte di ispirazione per il cinema e oggetto di collezionismo. Il giocattolo da trastullo infantile si \u00e8 trasformato in oggetto di pregio e si trova ora in numerosi musei. Al tempo stesso l&#8217;arte ha attinto ampiamente dalle realt\u00e0 succitate, basti pensare alla pop art fino ad arrivare al cagnolino o al Braccio di Ferro di Koons. IL CAMBIAMENTO DEL NUOVO MILLENNIO Da migliaia di anni giochi di societ\u00e0 e giocattoli hanno avuto caratteristiche simili. Negli ultimi decenni sono comparsi i videogames, che hanno caratteristiche nettamente differenti rispetto ai giocattoli del passato: si tratta sempre di qualcosa realizzato da adulti per i bambini, ma, mentre il giocattolo con- sente al bimbo un uso personale e eventualmente anche il danno all&#8217;oggetto pu\u00f2 far parte del gioco, nel videogame il bimbo entra in un mondo creato da adulti con variabili precostituite. Personalmente vedere un bambino che, anche da solo, gioca con un aereo di carta facendo il rumore del motore con la bocca, mi rallegra. Vedere lo stesso bimbo in silenzio davanti al monitor di un videogame facilmente mi intristisce&#8230; Tuttavia, \u00e8 ancora presto per trarre conclusioni. Nell&#8217;attuale esposizione ho cercato di dare spazio, anche se limitato, ad alcuni giocattoli, a gadget pubblicitari, a tavole di fumetti, ad opere d&#8217;arte che trattino l&#8217;argomento sotto punti di vista differenti per un utile confronto. Gli artisti tendono a darci un&#8217;immagine del gioco non tanto come tenero ricordo infantile, ma spesso il balocco subisce le nostre trasformazioni (ingrassa, invecchia&#8230;), viene fatto oggetto di trattamenti di chirurgia plastica, viene abbandonato sotto un cumulo di macerie, oppure esprime i nostri sentimenti di adulti, o ancora viene rivissuto e reinterpretato da chi ormai ha raggiunto la piena maturit\u00e0 artistica. GIOCO E\\E\u02bc ARTE Il gioco \u00e8 spesso presente nelle opere: Aeno nelle sue chine fissa le immagini in continuo movimento sulla superficie delle bolle di sapone; A. Castelli rappresenta il fascino di rendersi misteriosi indossando una maschera; D. Belusco fa correre, anzi volare la sua tartaruga da competizione. C. D\u02bcOria utilizza un gioco molto antico come il domino per rappresentare i legami che ci sono fra le varie popolazioni del mondo ormai globalizzato, nel quale, se una societ\u00e0 crolla, anche le altre subiscono lo stesso destino per \u201ceffetto domino\u201d, appunto. R. Forgione rappresenta una delle tipologie di gioco pi\u00f9 utilizzate: la bici- cletta, il triciclo, tutti i giochi con le ruote, che fanno provare al bimbo le prime ebbrezze della velocit\u00e0, dell\u2019equilibrio instabile e dello spostamento su di un mezzo meccanico. Equilibrio e grazia fanno parte invece di altri movimenti, come quelli della danza, praticata a qualsiasi et\u00e0 e recentemente anche og- getto di videogiochi, come illustrato nel polittico di F. Riccardi, che con le sue \u201cprincipesse danzanti\u201d d\u00e0 una raffigurazione antica, richiamandosi per\u00f2 a un nuovo videogioco della Disney con lo stesso titolo. S. Zanoli invece con il suo \u201cZen on the beach\u201d ci riporta al classico passatempo di far disegni sulla spiaggia, attivit\u00e0 cos\u00ec rilassante che \u00e8 stata ripresa in alcuni aspetti della disciplina zen. Il gioco della palla avvicina grandi e piccini, tanto che molte mogli tendono a considerare i mariti alla stregua dei figli, perch\u00e9 continuano ad essere appassionati a questo sport. Questo legame fra generazioni, che avviene attraverso il pallone, \u00e8 rappresentato nell\u2019opera di G. Gianasso \u201cCircle game\u201d. E. Rossi ci riporta invece alla fantasia del bambino che con un dirigibile o un disco volante vola in posti reali o irreali senza alcuna differenza. Anche la medicina \u00e8 un gioco, oltre che un\u2019arte, come dimostrato dalla valigetta del medico qui esposta come simbolo di \u201cgiochiamo a fare il dottore\u201d. BAMBOLE Poich\u00e9 la bambola \u00e8 il gioco antropomorfo per eccellenza, opera d\u2019arte esso stesso, esposto in numerosi musei dedicati alla storia del giocattolo, non stupisce che sia spesso presente in opere di diversi autori. In questa esposizione assistiamo al passaggio dal gioco alla persona, come avviene in Pinocchio da burattino a bambino. M. Maugliani ritrae una ragazza, con una perizia tale da non far capire se si tratti di una foto o di un dipinto ad olio, ma il soggetto cos\u00ec vivo, in realt\u00e0, ha il codice a barre come qualsiasi oggetto acquistabile. La \u201cbambola naufragata\u201d di L. Alessandri, invece, ha il corpo tipico del giocattolo, ma il suo volto si sta trasformando in quello di una persona, con tuttavia uno sguardo tanto luminoso da esaltare la sensazione di mistero; la \u201cbambola mosaica\u201d del medesimo autore \u00e8 invece un buffo balocco in tutto e per tutto, con uno sguardo attonito che suscita ilarit\u00e0. Nelle rappresentazioni di B. Fassetta e G. Garrone si percepisce la tristezza per il progressivo abbandono del gioco e della fantasia tipico della vita adulta. Garrone \u201cschiaccia\u201d il gioco sotto le macerie di una grigia citt\u00e0 incombente, Fassetta invece lo ripone ordinatamente sopra ad uno scaffale in compagnia di oggetti di lavoro. Quale sar\u00e0 il futuro? Oggi siamo in grado di sostituire svariate parti del nostro corpo con protesi meccaniche, ma fino a che punto arriveremo e quanto rester\u00e0 di noi? Pare porsi proprio questa domanda L.I. Montero nella sua opera \u201cAndroidi al chiaro di luna\u201d. IL GIOCO EVOLVE COME NOI Un ragazzo e una ragazza nati a cavallo fra gli anni \u201850 e \u201860 oggi sono vicini alla sessantina: \u00e8 normale che presentino i segni del tempo come Barbie e Ken realizzati da A. Risi. La bellezza inalterabile delle bambole originali pareva avvicinarsi alla funzione del ritratto di Dorian Gray, che consentiva al suo possessore di mantenere inalterato il proprio aspetto. Con l\u2019opera di Risi in- vece l\u2019incanto si rompe e si torna alla realt\u00e0. Stesso destino subiscono anche i supereroi di De Molfetta, che coprono le rughe con il loro costume, ma il fisico si appesantisce senza possibilit\u00e0 di es- sere occultato. Lo spiderman di D. Pellegrino rimane invece fisicamente inec- cepibile, ma il suo costume si arricchisce di decori tipici della Trinacria, lasciando probabilmente trasparire le proprie origini, come accade alla maggioranza dei personaggi famosi degli USA, che hanno famiglie originarie dalle pi\u00f9 svariate parti del mondo. LA CRUDELT\u00c0 Come i famosi dolci \u201cMadeleines\u201d di Proust, il gioco ci riporta al ricordo di una et\u00e0 lontana nel tempo e ormai idealizzata. \u201cGioco crudele\u201d di R. Montenero sottolinea invece l\u2019aggressivit\u00e0 spesso presente e facilmente osservabile durante il gioco di bambini, che mettono a disagio noi adulti quando li vediamo tormentare piccoli animali o distruggere giocattoli anche belli per \u201cvedere come sono fatti dentro\u201d. G. Cassano esprime invece la propria rabbia per la Barbie, prima amata in epoca infantile e poi mutilata in epoca adolescenziale \\ adulta perch\u00e9 ritenuta un modello non raggiungibile n\u00e9 per ricchezza (ha bei vestiti, auto di lusso, camper, ecc.), n\u00e9 per bellezza: per avere un fisico cos\u00ec, infatti, spesso si ricorre alla chirurgia o a diete massacranti. LE REGOLE Molti giochi , ad esempio quelli di societ\u00e0 o quelli sportivi, hanno delle regole seguendo le quali il gioco stesso si pu\u00f2 svolgere e garantire il divertimento a chi lo pratica. La possibilit\u00e0 di infrangere le regole del gioco, come rappresentato nell\u2019opera di C. Battaglini, fa parte della realt\u00e0 e del divertimento derivante dalla modalit\u00e0 di interazione fra bimbi, che per un po\u2019 si comportano secondo quanto viene loro proposto, ma poi iniziano a dare un \u201ccontributo\u201d personale. Anche nelle partite degli Harlem Globetrotters, ad esempio, lo spettacolo e il divertimento non deriva tanto dalla qualit\u00e0 del gioco del basket, ma proprio dall\u2019indisciplina dimostrata dai giocatori. La rottura delle regole non \u00e8 invece possibile con i videogames, dove si superano difficolt\u00e0 crescenti, ma sempre nell\u2019ambito di schemi precostituiti. GIOCARE REALIZZANDO L\u02bcOPERA D\u02bcARTE Il fatto che tutti i bambini disegnino dimostra che la trasposizione delle immagini create nella nostra mente in opere su carta, in costruzioni, in realizzazioni plastiche ecc. fa parte delle attivit\u00e0 ludiche dell\u2019infanzia e che pertanto pu\u00f2 essere vera l\u2019affermazione secondo cui l\u2019artista \u00e8 una persona che non smette di essere in qualche modo bambino. Alcune opere evidenziano questo aspetto certamente pi\u00f9 di altre. R. Zargani sembra sfidarci a capire che cosa ha utilizzato per realizzare il suo quadro \u201cPinocchio che esce dalla pancia della balena\u201d (tovaglioli di carta, zucca, tappi di damigiana, legni diversi, pel- liccia di visone bianco, sabbia del Sahara, conchiglie fossili\u2026); Lady Be realizza invece il suo ritratto di S. Dal\u00ec con frammenti di giochi, tanto che, visto da vicino, pare un assemblaggio casuale e solo da lontano lascia comparire la figura tanto pi\u00f9 nitida con l\u2019aumentare della distanza; Jacovitti realizza invece a china il suo \u201cCocco Bill\u201d acquerellando la parte posteriore del foglio, cosicch\u00e9 \u00e8 possibile vedere il disegno a colori solo retroilluminandolo. L\u2019imponderabile \u00e8 un altro fattore tipico del divertimento: se potessimo pre- vedere tutto dello svolgimento del gioco, ci annoieremmo: G. Vigna, spiegando la realizzazione del suo raku dal titolo \u201cOltre il nero\u201d, racconta l\u2019emozione di estrarre l\u2019opera incandescente senza poter prevedere come ri- sulter\u00e0 il craquel\u00e9 della superficie, se non dopo un lento raffreddamento. P. Chiarloni realizza invece i suoi animali fantastici scavandoli nel legno; il risultato li rende simili a fossili, ma l\u2019antichit\u00e0 apparente dell\u2019immagine viene proiettata nel futuro grazie a un filo luminoso che si dipana lungo gli anfratti dell\u2019opera. S. Cascavilla realizza i suoi light box utilizzando come supporti colapasta colorati, sui quali applica le proprie opere retroilluminandole con una mirabile resa cromatica data sia dall\u2019opera sia dal supporto inconsueto. M. Giordano gioca invece con la percezione, basandosi sul ricordo e sulla riproduzione senza forme e colori se non immaginati o percepiti in precedenza. EMOZIONI L\u2019emozione che viene pi\u00f9 spesso suscitata durante i giochi e in altre forme di intrattenimento e di espressione artistica \u00e8 la paura. Basti pensare a elementi decorativi gotici come gocciolatoi e gargouilles, effetti speciali del cinema, intrattenimenti dei parchi divertimenti ecc. Aeno nella china \u201dnon mi fai paura\u201d rappresenta questa realt\u00e0: suscitare la paura serve ad esorcizzarla. Anche i fumetti rappresentano spesso scene di paura, come accade nell\u2019opera di A. Gallo, ma poi la vicenda si risolve nel divertimento: ci\u00f2 che prima aveva destato timore, si \u00e8 poi invece rivelato motivo di ilarit\u00e0. La tenerezza \u00e8 presente soprattutto nei peluches come giocattoli, ma anche in opere che una volta si riteneva fossero riservate all\u2019infanzia e ora a pieno titolo sono apprezzate in qualit\u00e0 di opere d\u2019arte. Le illustrazioni di libri o calen- dari di M. Frezzato o la simpaticissima Linea di Cavandoli, cos\u00ec espressiva anche se priva di occhi e provvista di una quantit\u00e0 minima di particolari. Il cattivo per eccellenza, il lupo, nelle strisce di Silver e nelle illustrazioni di B. Cannucciari diventa un personaggio simpaticissimo e amatissimo. Il rapporto non facile tra fratelli \u00e8 una realt\u00e0 frequente, tanto pi\u00f9 se uno \u00e8 molto forte, abile e bello e l\u2019altro \u00e8 piccolo, relativamente debole e non attraente. Le doti umane del secondo, per\u00f2, fanno s\u00ec che la sua simpatia sia decisamente maggiore, come accade nell\u2019opera di B. Bozzetto \u201cminivip\u201d fotogramma del lungometraggio animato \u201cVip mio fratello superuomo\u201d. Gli innumerevoli personaggi creati dai pubblicitari di Carosello, come Pippo, Carmencita, Caballero, Papalla, Topo Gigio, Miguel, Calimero, l\u2019omino Bialetti, Jo condor, Susanna, il Bibendum ecc. sono rimasti nel cuore di tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di \u201candare a letto dopo Carosello\u201d e quei personaggi creati per promuovere prodotti in realt\u00e0 hanno saputo emozionare e divertire pi\u00f9 di altre opere d\u2019arte pi\u00f9 \u201cblasonate\u201d. Altre rappresentazioni, come il clown che distribuisce le palline con sorpresa, sono state relegate ad una funzione di puro intrattenimento, ma ora che sono diventate \u201cvintage\u201d, vengono anche apprezzate per la accurata e apprezzabile realizzazione. La sorpresa \u00e8 anche presente in uova pasquali e ovetti e ha il fascino di essere misteriosa finch\u00e9 non viene svelata e montata. A volte viene realizzata da artisti del calibro di M. Guaschino, come le sorpresine qui esposte. IRONIA L\u2019ironia \u00e8 un elemento fondamentale del divertimento e lo troviamo spesso nell\u2019arte contemporanea, che stupisce e spiazza molto pi\u00f9 di quanto non succedesse in passato. La totalit\u00e0 delle opere di S. Alligo qui esposte si muove in questa direzione: \u201cBuona da morire\u201d sottolinea il fatto che mangiamo cadaveri, una realt\u00e0 inconfutabile, che per\u00f2, rappresentata in questa maniera, ci coglie in contropiede: la \u201cMorte di un pulcino\u201d ci lascia attoniti anche per l\u2019iperrealismo della realizzazione, sebbene la scientificit\u00e0 di quanto rappresentato risulti meno precisa rispetto a \u201cBuona da morire\u201d. \u201cFacciasciutta\u201d \u00e8 irresistibile e si contrappone mirabilmente a \u201cFacciasecca\u201d di M. Guaschino. Realizzazioni tecnicamente diversissime, che abbinate instaurano un dialogo perfetto. Il \u201cChaplin\u201d di S. Alligo non solo viene ritratto all\u2019interno della bombetta che \u00e8 diventata il simbolo del personaggio, ma \u00e8 anche una fonte di continue sorprese: in visione frontale sembra un ritratto, in laterale si vede che in realt\u00e0 \u00e8 in rilievo: infatti gli occhi cos\u00ec vivaci sono cavi e i baffi sono sostituiti da un frammento di pellicola. Tomoko Nagao si rif\u00e0 invece al famoso Bacco di Caravaggio, utilizzando per\u00f2 uno stile \u201cmanga\u201d e sostituendo vino e uva con nutella, cup noodles e monitor con google per attualizzare le forme di piacere. S. Zanoli coraggiosamente ironizza sul suo stato di salute, presentandoci una sua positron emission tomography (PET) opportunamente colorata e con la scritta esplicativa \u201cself portrait\u201d. IL GIOCO IN CITTA\u02bc La citt\u00e0 difficilmente viene rappresentata come sede di divertimento, ma, es- sendo in realt\u00e0 un agglomerato di persone, in essa il gioco \u00e8 sempre presente, come ci ricorda E. Gagliardino con la sua porta da calcio addossata ai suoi classici muri: dietro alle finestre non sappiamo che cosa accada, ma certamente in qualche spazio ci sono bambini che giocano, come nelle opere di M. Di Trapani. G. Valobra con la sua foto ci cala invece nella realt\u00e0 della periferia di Los Angeles, ravvivata dai murales che tentano di proiettare l\u2019osservatore in una realt\u00e0 diversa, certamente pi\u00f9 gradevole, creando un bel rapporto fra le persone reali e quelle rappresentate sul muro. Il dramma delle Torri gemelle \u00e8 invece ripreso da S. Zanoli in \u201cDrago a NY\u201d opera nella quale un mostro (giocattolo) distrugge la citt\u00e0, come avviene in molti film di fantascienza, come Godzilla, ad esempio, ma la realt\u00e0 ha purtroppo superato la fantasia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Sfoglia il catalogo online INTRODUZIONE: Dare una definizione del \u201cgioco\u201d \u00e8 estremamente difficile, dal momento che si tratta di una realt\u00e0 eterogenea, svolta da bambini, adulti e anche da alcuni gruppi di animali. La gamma delle attivit\u00e0 che vi possono rientrare a pieno titolo \u00e8 estremamente varia: gioco competitivo o non competitivo, gioco solitario o [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1882,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16],"tags":[17,18],"class_list":["post-82","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ambulatoriodellarte","tag-ambulatorio","tag-arte"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ambulatoriodellarte.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ambulatoriodellarte.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ambulatoriodellarte.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ambulatoriodellarte.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ambulatoriodellarte.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=82"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/www.ambulatoriodellarte.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":377,"href":"https:\/\/www.ambulatoriodellarte.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82\/revisions\/377"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ambulatoriodellarte.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1882"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ambulatoriodellarte.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=82"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ambulatoriodellarte.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=82"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ambulatoriodellarte.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=82"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}