{"id":364,"date":"2014-08-29T19:49:09","date_gmt":"2014-08-29T17:49:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ambulatoriodellarte.eu\/?p=364"},"modified":"2019-01-17T19:50:30","modified_gmt":"2019-01-17T18:50:30","slug":"la-citta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ambulatoriodellarte.eu\/index.php\/2014\/08\/29\/la-citta\/","title":{"rendered":"La citta&#8217;"},"content":{"rendered":"<h1 style=\"text-align: center;\"><span class=\"Stile1\">LA CITTA&#8217;<\/span><\/h1>\n<div id=\"content\">\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.ambulatoriodellarte.eu\/Opere.mp4\" target=\"_blank\">Video delle opere<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">La realt\u00e0 \u00e8 prevalentemente urbana; la rappresentazione della citt\u00e0 \u00e8 mutata con l\u2019evolversi della citt\u00e0 stessa: dall\u2019elegante ricchezza della Venezia del Canaletto\u00a0\u00a0, alla sfavillante vita notturna della Parigi di Toulouse Lautrec , alla citt\u00e0 industriale di Mario Sironi . \u00a0Gli artisti contemporanei qui esposti ci offrono la loro visione della citt\u00e0 attuale: <strong>Enzo Gagliardino<\/strong> \u00a0raffigura muri di grattacieli e fabbriche immobili, fuori dal fluire del tempo, che fermano la possibilit\u00e0 di attraversarli con lo sguardo \u00a0avvicinandoli maggiormente al monolito di <em>2001 Odissea nello spazio<\/em> piuttosto che alla siepe dell\u2019<em>Infinito<\/em> leopardiano\u2026 Una realt\u00e0 metafisica che racchiude l\u2019umanit\u00e0, qui solo intuita e non rappresentata.<br \/>\nImmobilit\u00e0, linee che tendono verso l\u2019alto, tipiche delle metropoli \u00a0sono presenti anche nelle opere di <strong>Riccardo Cordero<\/strong>. Il fascino dei diversi metalli utilizzati e la perfezione delle linee rimanda da un lato al mistero di architetture antiche legate al culto, dall\u2019altro\u00a0 sembra invece anticipare ci\u00f2 che deve ancora venire. Anche in questo caso l\u2019elemento umano si intuisce, senza essere mai direttamente presente.<br \/>\nLa folla urbana \u00e8 invece palese nelle opere di <strong>Kiki Sen Lo<\/strong> , che utilizza acquerelli che\u00a0 ritraggono il mondo contemporaneo con grande freschezza ed originalit\u00e0. Tema ricorrente \u00e8 il sovraffollamento, caratteristico soprattutto delle metropoli orientali.\u00a0 Ancora sovraffollamento, tuttavia misto al nervosismo tipico dei nostri agglomerati urbani \u00e8 presente nelle tele dello <em>street artist<\/em> <strong>Galo<\/strong> \u00a0; qui alla delicatezza dell\u2019acquerello di Kiki Sen Lo si contrappone la vivacit\u00e0 dello smalto e la ricchezza di sfumature dello spray: si passa dalla decorazione di squallidi muri cittadini resi vivi dalle stimolanti opere di questi artisti, alla rappresentazione su tela di spaccati di muri della citt\u00e0 stessa.<br \/>\nDall\u2019inquietudine all\u2019aggressivit\u00e0 che a volte pu\u00f2 portare a comportamenti violenti: \u00e8 quanto ci racconta nella <strong>Lorenzo Alessandri<\/strong> nella\u00a0 \u201ccamera 25\u201d,dove troviamo il KKK come simbolo di intolleranza e la bomba atomica come rappresentazione \u00a0del potere distruttivo. L\u2019aggressivit\u00e0 insita nell\u2019uomo \u00e8 raffigurata nello scimmione in piedi sulla bomba.<br \/>\nUn altro problema tipico dei grandi agglomerati urbani \u00e8 quello della solitudine\u00a0. Siamo in molti ma non ci conosciamo, conduciamo vite parallele senza incrociare chi ci abita accanto.\u00a0 L\u2019argomento viene anche affrontato dallo scultore <strong>Carlo D\u2019Oria<\/strong> \u00a0nella sua produzione intitolata <em>Ferite<\/em>: la persona \u00e8 sola con la sua ombra, che prende il connotato di una ferita che si estende sul supporto della scultura. A volte la solitudine \u00e8 un momento creativo e fecondo , altre volte, purtroppo, \u00e8 una realt\u00e0 in cui coviamo rancore e astio verso gli altri (come rappresentato nella figura accovacciata ai piedi della scrivania nella camera 20 di Alessandri) oppure in cui percepiamo in maniera pi\u00f9 netta le nostre sofferenze (come, appunto, le ferite di D\u2019Oria).<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La reazione alla spersonalizzazione, alla vita grigia, al sentirsi un numero pu\u00f2 condurre a un esito negativo come la droga \u00a0o alla ricerca di un modo di distinguersi dalla massa come nell\u2019 <em>Arlecchino fossile<\/em> di <strong>Roberto Zargani<\/strong>. .<br \/>\nIl colore, la reazione al conformismo, il mondo sfavillante della pubblicit\u00e0 vengono raffigurate nelle tele di <strong>Gino Garrone<\/strong> \u00a0il quale ci riporta agli artisti che per primi hanno sottolineato il fascino della nuova realt\u00e0 urbana degli anni del boom economico (Warhol, Lichtenstein, etc). Garrone tuttavia volge uno sguardo sornione e disincantato alla realt\u00e0 attuale del mercato dell\u2019arte. Con un artifizio, e cio\u00e8 inserendo un cagnolino (quello di sua figlia) che pare pensante, a margine o all\u2019interno delle opere, ci comunica il sentire della gente comune, cha alterna un positivo coinvolgimento emotivo verso l\u2019arte contemporanea, allo stupore per le cifre astronomiche delle aggiudicazioni d\u2019asta, alla perplessit\u00e0 per gli aspetti tecnici di alcune opere.<br \/>\nLa notte \u00e8 protagonista della Praga di Zargani , la luna illumina un cielo apparentemente materico che ci porta alla sinagoga, al ghetto e al cimitero ebraico. Un colore diverso \u00e8 invece quello della notte\u00a0 che trasforma la citt\u00e0 in un luogo magico, onirico. <strong>Carlotta Tarabra<\/strong> la raffigura con monumenti illuminati da luce lunare , che paiono fantasmi perdendo la loro austera staticit\u00e0 e diventando personaggi che entrano in relazione con noi, al nostro fianco\u00a0 nei momenti in cui la percezione \u00e8 solo parziale (notte, nebbia, pioggia) e quanto ci circonda diventa meno oggettivo, lasciando spazio alla nostra fantasia.<br \/>\n<strong>Davide Crepaldi<\/strong> sposta la nostra attenzione sui problemi dell\u2019inquinamento e dell\u2019utilizzo degli scarti industriali, raffigurando l\u2019uomo moderno costituito da parti di aspirapolvere , mentre <strong>Luisa Jacobacci<\/strong> sottolinea il senso di disorientamento del nostro attuale periodo storico: l\u2019uomo non sa da dove arriva e non sa dove sta andando , anzi, quasi non poggia nemmeno sulla scala che dovrebbe condurlo da qualche parte.<br \/>\nL\u2019attenzione verso il passato caratterizza invece i dipinti di <strong>Giovanna Salamano<\/strong> e di <strong>Massimiliano Kornmuller<\/strong>. La prima raffigura \u00a0resti di architetture\u00a0 ormai diroccate, dove la natura sta riprendendo il possesso dell\u2019ambiente: la roccia e l\u2019erba \u201cgraffiata\u201d sulla tela tendono a cancellare i resti dell\u2019opera dell\u2019uomo: quasi un monito. Il secondo, \u00a0utilizzando la tecnica dell\u2019encausto (appresa a Pompei, dove se ne fece largo uso) ci riporta ai simboli utilizzati dal mondo classico: sempre citt\u00e0, sempre muri, questa volta decorati da figure allegoriche; qui il grifone (custode dei tesori, che lascia passare i virtuosi e blocca gli indegni) dialoga con il pulcino (puro, delicato, privo di qualsiasi forma di potere).<\/p>\n<p align=\"justify\">Nel 1900 il fotografo Torinese <strong>Mario Gabinio<\/strong> pubblica una serie di 84 fotografie con il titolo \u201cTorino che scompare\u201d. Gabinio fotografa angoli della citt\u00e0 minacciati dalle ruspe e dalla modernit\u00e0. Alcune decine d\u2019anni pi\u00f9 tardi <strong>Alessandri<\/strong> nella serie di dipinti \u201ci posti\u201d raffigura scorci di Londra e Torino che rischiavano di essere cancellati dall\u2019incuria e dall\u2019ignoranza. \u00a0Oggi a scomparire, pi\u00f9 che i luoghi fisici, sovente preservati (anche i posti dipinti da <strong>Alessandri<\/strong> sono stati alla fine ristrutturati), sono le funzioni proprie dei luoghi. Le architetture sopravvivono alle generazioni, ma si trasformano in una sorta di dissolvenza incrociata. Alcuni spazi perdono la loro funzione originaria e restano in un limbo in attesa di nuove destinazioni d\u2019uso, come palcoscenici dove le scenografie si rinnovano. <strong>Paolo Patrito<\/strong> ha fissato questa realt\u00e0 nelle sue due opere stampate su lastra di alluminio : L\u2019ex M.O.I. in questo senso \u00e8 emblematico. Un luogo che per decenni \u00e8 stato un connettivo tra i pi\u00f9 importanti del tessuto urbano, sede dei Mercati Ortofrutticoli all\u2019Ingrosso, oggi \u00e8 un non-luogo di transito trasparente alla vista, una lacuna nel tessuto cittadino. Su questo terreno apparentemente arido, per\u00f2, gli agenti naturali e sociali non hanno mai cessato di agire. Come la natura si appropria dei luoghi abbandonati, cos\u00ec, fatalmente, l\u2019uomo tende a riempire i vuoti della citt\u00e0 trasformandoli a nuova vita. Gli sguardi fra persone che non si conoscono, tipici della realt\u00e0 urbana, sono stati mirabilmente raffigurati sia nelle opere di <strong>Galo<\/strong>, descritte in precedenza, sia nella fotografia di <strong>Patrito<\/strong> nella quale il poliziotto e la ragazza sembrano studiarsi a vicenda, in realt\u00e0 essendo appoggiati ai due lati di una colonna, i loro sguardi non si incrociano\u2026l\u2019autore in questa maniera, giocando su un \u201cdifetto\u201d percettivo (il nostro occhio esalta il lato relazionale in questo caso, rispetto alla componente spaziale) raffigura la difficolt\u00e0 ad entrare in contatto con l\u2019altro, tipica dei grandi agglomerati di persone (la foto \u00e8 stata scattata a New York). <strong>Gioacchino Alvente<\/strong> \u00a0nelle sue opere raffigura citt\u00e0 \u201cdi sintesi\u201d, con edifici giustapposti, appartenenti a citt\u00e0 diverse sovente riconoscibili; allo stesso modo in primo piano affastella particolari e personaggi di opere d\u2019arte famose, generalmente conservate nei massimi musei delle capitali. La materia, e nella fattispecie l\u2019acciaio, \u00e8 il protagonista assoluto dell\u2019opera di <strong>Massimo Ghiotti<\/strong> . Moderno, nerbo di molte costruzioni, l\u2019acciaio viene qui assemblato in moduli uguali fra loro con rapporti numerici fissi: 3 e multipli di 3. Simbolici i numeri e le unit\u00e0 elementari: perfetti parallelepipedi, che rimandano alla perfezione di elementi naturali come i cristalli e alla perfezione di alcune opere umane. Due autori inseriscono un elemento essenziale in ogni realt\u00e0: l\u2019acqua.<strong> De Marchi<\/strong> \u00a0rappresenta in maniera astratta il primo sole dopo il diluvio universale. E\u2019 un nuovo inizio, il mondo \u00e8 stato cancellato per poter ripartire\u2026.per usare un linguaggio informatico, una sorta di \u201creset\u201d. Nei lavori di <strong>Gianni Gianasso<\/strong> troviamo: l\u2019acqua che scorre come simbolo di purificazione , l\u2019aria, rappresentata dal volo delle mongolfiere, come simbolo di libert\u00e0 &#8216;. Questi soggetti, abilmente interpretati su materiali e con tecniche diverse,ci invitano a rallentare la nostra folle corsa contro il tempo e ci stimolano a ricordare la nostra vera essenza. La cattedrale \u00e8 in genere il fulcro della citt\u00e0, <strong>Gianni Arlunno<\/strong> \u00a0ha realizzato un\u2019edicola in cristallo per il Duomo di Milano ed espone qui le foto del mirabile lavoro: una sintesi di luci e riflessi che fanno perdere la percezione della struttura per raggiungere il risultato di un opera d\u2019arte dove l\u2019occhio si perde in un gioco percettivo unico con sfaccettature sempre diverse. Elementi sempre presenti nel contesto urbano sono infine l\u2019arredamento e la moda. I mobiletti <strong>Dertuio<\/strong> \u00a0sono a cavallo fra la scultura e il mobilio: curati particolari domestici atti a contenere piccoli oggetti preziosi, in questo caso i biglietti da visita degli artisti presenti nell\u2019ambulatorio dell\u2019arte. Gli abiti della stilista <strong>Serena Poletto Ghella<\/strong>\u00a0\u00a0vengono qui proposti con la modella che sfila in mezzo a barattoli che contengono parti delle stoffe utilizzate, per sottolineare il fascino dell\u2019 home made di queste realizzazioni.<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>A causa dell\u2019avvicendamento dell\u2019esposizione delle opere, non tutto ci\u00f2 che viene descritto in questa sezione \u00e8 presente attualmente nell\u2019ambulatorio dell\u2019arte.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA CITTA&#8217; Video delle opere La realt\u00e0 \u00e8 prevalentemente urbana; la rappresentazione della citt\u00e0 \u00e8 mutata con l\u2019evolversi della citt\u00e0 stessa: dall\u2019elegante ricchezza della Venezia del Canaletto\u00a0\u00a0, alla sfavillante vita notturna della Parigi di Toulouse Lautrec , alla citt\u00e0 industriale di Mario Sironi . \u00a0Gli artisti contemporanei qui esposti ci offrono la loro visione della [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1002,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-364","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ambulatoriodellarte"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ambulatoriodellarte.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/364"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ambulatoriodellarte.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ambulatoriodellarte.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ambulatoriodellarte.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ambulatoriodellarte.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=364"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.ambulatoriodellarte.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/364\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":375,"href":"https:\/\/www.ambulatoriodellarte.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/364\/revisions\/375"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ambulatoriodellarte.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1002"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ambulatoriodellarte.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=364"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ambulatoriodellarte.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=364"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ambulatoriodellarte.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=364"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}